Il backup su nastro è ormai superato? L’aumento delle minacce informatiche ha portato alla creazione di un lungo elenco di requisiti per la creazione di un piano di continuità operativa. Tuttavia, il nastro non è ancora superato: molte aziende lo utilizzano ancora per soddisfare i requisiti normativi.
Dal nostro punto di vista, il nastro non ha perso il suo valore; è stato semplicemente posizionato in modo errato. I suoi punti di forza risiedono nella durabilità, nell’efficienza dei costi e nella natura offline, che lo rendono ideale per la conservazione a lungo termine. La vera sfida per le organizzazioni oggi è capire come riposizionare il nastro all’interno di un’architettura moderna di protezione dei dati. Il nastro dovrebbe integrare, non competere con, le soluzioni di backup moderne.
Nuovo ruolo del nastro: conservazione dei dati a lungo termine
Il nastro è utilizzato in ambienti aziendali da decenni e continua a evolversi attraverso le successive generazioni di Linear Tape-Open (LTO), dai primi formati all’attuale LTO-10. Progettato per archiviare grandi volumi di dati a un costo relativamente basso, il nastro è ottimizzato per scenari a basso accesso, in cui i dati vengono scritti in sequenza e poi lasciati intatti per lunghi periodi di tempo. I moderni supporti a nastro offrono anche una lunga durata utile, spesso di 30 anni o più.
Queste caratteristiche limitano l’efficacia del nastro come soluzione di backup primaria quando è richiesto un ripristino rapido, in particolare durante incidenti informatici. Tuttavia, si adattano bene alle esigenze di conservazione a lungo termine. Per i dati che devono rimanere invariati e accessibili per molti anni per soddisfare audit o requisiti normativi, il nastro offre un’archiviazione durevole con costi prevedibili. Il suo basso consumo energetico aiuta a controllare le spese a lungo termine, mentre la sua natura offline offre un ulteriore livello di sicurezza contro le minacce basate sulla rete.
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Definendo chiaramente il nastro come soluzione di conservazione dei dati e abbinandolo a tecnologie più adatte al ripristino, le organizzazioni possono sfruttare ogni strumento per uno scopo specifico e ridurre i rischi inutili.
Utilizzo sia di nastri che di una moderna soluzione di backup per una conservazione dei dati a lungo termine più affidabile
Una volta che il nastro viene utilizzato specificamente per la conservazione a lungo termine, il backup e il ripristino giornalieri dovrebbero essere gestiti da una soluzione di backup moderna. Combinando diverse tecnologie, le organizzazioni possono soddisfare contemporaneamente sia l’usabilità operativa sia la conservazione dei dati a lungo termine.
In questa architettura di protezione dei dati, il ruolo di una soluzione di backup moderna diventa essenziale. ActiveProtect, l’appliance di backup all-in-one di Synology, è progettata per centralizzare le operazioni e la gestione quotidiane dei backup, creando al contempo una base stabile per le copie off-site e la conservazione dei dati a lungo termine. Le aziende possono archiviare i backup primari tramite ActiveProtect e replicare una copia secondaria su un archivio remoto con ActiveProtect Vault. I software di archiviazione esistenti, come ArchiveWare, possono quindi essere utilizzati per esportare i dati dall’archivio remoto su nastro a scopo di archiviazione.
Poiché il backup secondario viene crittografato quando viene copiato nell’archivio remoto, i dati scritti su nastro rimangono crittografati per la conservazione a lungo termine, contribuendo a proteggere i dati durante l’archiviazione. Questa progettazione a livelli consente alle organizzazioni di preservare il valore a lungo termine dei nastri, mantenendo al contempo le operazioni di ripristino e gestione quotidiana all’interno di una moderna piattaforma di protezione dei dati che offre maggiore velocità e controllo.
Si noti che il nastro, come strato di archiviazione finale, comporta comunque un sovraccarico operativo. La gestione fisica dei supporti, le condizioni di archiviazione e la verifica periodica delle letture richiedono una manutenzione continua. Si consiglia una verifica regolare, come il ricaricamento mensile e le letture di prova, per ridurre il rischio di scoprire dati illeggibili anni dopo.
Superare i limiti del nastro con ActiveProtect
Anche quando il nastro è correttamente posizionato per la conservazione a lungo termine, la dipendenza da supporti fisici e flussi di lavoro manuali rimane un onere operativo. Per affrontare questo problema, ActiveProtect rappresenta un’alternativa moderna che consente la conservazione a lungo termine senza i limiti intrinseci del nastro, mantenendo al contempo efficienza dei costi e facilità d’uso.
Le organizzazioni possono continuare a utilizzare ActiveProtect come piattaforma di backup principale e replicare i backup su un server di backup esterno per soddisfare la regola di backup 3-2-1 e creare un ambiente di ripristino isolato per isolare automaticamente i backup secondari dal sito di produzione quando necessario per garantire la continuità aziendale. Clicca qui per saperne di più sull’ambiente di ripristino isolato di ActiveProtect.
Inoltre, ActiveProtect consente agli utenti di convalidare i backup direttamente dall’interfaccia di gestione. È possibile selezionare versioni specifiche del backup e ripristinarle in un ambiente sandbox integrato, consentendo la convalida del ripristino senza alcun impatto sul sito di produzione.
I costi di storage sono una preoccupazione fondamentale per molte organizzazioni con requisiti di conservazione a lungo termine. Il meccanismo di tiering di ActiveProtect offre un’efficienza dei costi paragonabile a quella dei nastri. I dati più vecchi possono essere spostati automaticamente dal server di backup a un’opzione di storage remoto più economica, consentendo alle organizzazioni di controllare i costi di storage a lungo termine pur rimanendo conformi ai requisiti di conservazione. Inoltre, il volume effettivo dei dati può essere ridotto grazie alla deduplicazione integrata.
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